Silvi “in musica”, dalla tradizione Bandistica a Mogol

La bellezza nella quale la cittadina di Silvi è naturalmente immersa e lo splendore dei suoi meravigliosi scenari hanno sempre rappresentato una vivace fonte d’ispirazione per tutte le forme d’arte, compresa la musica. 

Ed è un legame profondo quello che unisce Silvi alla passione per la musica.

Di grande rilievo per l’identità artistica del paese è la storia della tradizione bandistica, che a partire dagli ultimi decenni dell’ottocento fino agli anni sessanta del novecento ha dato grande prestigio al nome di Silvi,  grazie alla bravura di straordinari musicisti e alla magistrale direzione di eccezionali ed indimenticabili Maestri.

Alcuni di loro sono ricordati da tre lapidi commemorative,  poste sulle mura esterne della casa canonica della Chiesa del SS. Salvatore a Silvi Paese, nella Piazza Largo della Porta. Leggendole in ordine cronologico, la prima targa a destra è dedicata al  Maestro Giuseppe Palmisano, originario di Locordotondo, che diresse la banda di Silvi negli anni venti con grande successo. Contemporaneamente si menziona il nefasto destino che  annientò la formazione bandistica di quegli anni, quando il 30 agosto 1922 la Banda di Silvi, in viaggio verso il paese di Civitaquana dove si sarebbe dovuta esibire la sera, fu travolta da un treno ad un passaggio a livello incustodito a Chieti Scalo. Il camion sul quale viaggiavano i 45 componenti della banda venne smembrato dall’impatto, 11 furono le vittime e la maggior parte del resto del complesso bandistico riportò ferite gravissime e invalidanti.

Questo terribile lutto colpì profondamente l’anima di tutta la comunità di Silvi, indicibile fu la commozione ed il dolore per la gravissima perdita. L’incidente - definito in seguito come la “Tragedia della banda di Silvi”- ebbe inoltre una grande eco mediatica: fu riportata da molti quotidiani regionali e nazionali dell’epoca, descritta  come “un’immane catastrofe”.

La tradizione bandistica ritrovò la forza di rinascere nell’immediato dopoguerra, quando si affidò la direzione del complesso al maestro Maestro Francesco Perazzitti, ricordato nella lapide centrale: grandissimo e sapiente compositore, tra le sue marce sinfoniche ha lasciato  in eredità alla cittadina una maestosa dedica, la splendida marcia “Silvi in festa”.

VIDEO DELLA MARCIA SINFONICA SILVI IN FESTA

https://www.youtube.com/watch?v=VaHumgOgHQU

SILVI IN FESTA, M° Perazzitti, interpretata dalla BANDA DI CHIETI, M° Marco Vignali, FESTE DI SAN GIUSTINO 2019

Nella targa a sinistra si ricorda un altro grandissimo direttore molto caro alla città, il Maestro Domenico Paris Terra,  che diresse la Banda dei Silvi alla fine degli anni cinquanta.

La bellezza di Silvi è stata fonte d’ispirazione anche per la musica leggera italiana, in particolar modo il suo fascino ha colpito la sensibilità artistica di un grande paroliere ed autore: Giulio Rapetti Mogol. Il legame di Mogol con la città di Silvi risale alle sue vacanze estive giovanili, quando trascorreva periodi di villeggiatura nella cittadina adriatica con la famiglia. 

Una delle canzoni più celebri della coppia Mogol-Lucio Battisti, "La canzone del sole" descrive proprio lo scenario delle giornate d’estate vissute in riva al mare a Silvi Marina. Mogol ha confessato che il testo della canzone è stato scritto pensando alle sue  emozioni di quel tempo, tanto che il Comune di Silvi ha conferito all’autore la cittadinanza onoraria per la sua dedizione e l'amore dimostrato alla città. Mogol ha dichiarato di essersi sempre sentito “cittadino di Silvi”, ha molti ricordi legati alle sue estati trascorse qui, come il mercato del pesce e la strada non asfaltata che andava a Silvi Paese. Inoltre, anche la canzone "La fila degli oleandri" (1991), scritta insieme a Gianni Bella che ne fu l’interprete, è stata ispirata proprio al lungomare di Silvi:

[…] Mi ricordo la spiaggia lunga più di n miglio
E le barche coi colori molto vivi
Sulla strada passava un'auto appena, un'auto all'ora, o forse meno
La stazione senza il treno era un salotto
E nel mio cuore la gioia mi premeva il petto

Cosa provo, mi spiace, non lo posso dire
Mi tuffavo dentro l'acqua trasparente
La mia mente serena come rondini nel cielo, restava in volo
Fino a quando verso sera, il sogno vago
All'improvviso diventava voglia vera, eh-eh […]

Da “La fila degli oleandri” (Mogol – Bella, 1991)

LA FILA DEGLI OLEANDRI

https://www.youtube.com/watch?v=IU0Dmp8vex4

 

Bibliografia:
De Carolis Lamberto, Silvi – storia, folclore e turismo (Edigrafital  - Teramo 1970)
Spitilli Giovanni, Silvi – storia, leggenda, realtà (Ursini- Catanzaro 1999).
Costantini  Franco- Ottavio Scianitti, Per le vie del Borgo (Silvi 15, Tipografia Hatria 2016).
Martocchia Paolo, Le perle di Silvi (Grafiche Martintype, Colonnella 2014).
Pradelli Molinari Alessandro, La cucina abruzzese, Newton & Compton, Roma 2000)

Dal web:

https://www.ilcentro.it/teramo/silvi-ricorda-la-tragedia-della-banda-1.1609946
https://www.rete8.it/cronaca/centenario-della-tragedia-della-banda-musicale-giornata-della-memoria-per-silvi-e-chieti

Francesco Bonomi, Dizionario etimologico della lingua italiana ONLINE

https://www.folkmusicworld.com/larte-cchiu-prelibbate-musica-popolare-abruzzese
https://www.ilcentro.it/teramo/il-brodetto-alla-silvarola-diventa-un-prodotto-doc-1.454570

 

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